Storia - Le origini
Correva l’anno 1975.. .e per la neonata scuderia Bresciarally era l’inizio di una storia tutta di corsa fino ai giorni nostri.
Quell’impresa, nata “dai discorsi del dopocena” tra amici “patiti” delle quattro ruote ed in particolare della nuova avventura dei rally, Manuel Vigliani la ricordava cosi:
Sembrava allora l’impennata velleitaria di quattro giovani in cerca di rottura con la monotonia vitellonesca della vita di provincia. I loro nomi: Renato Benedetti, Eligio Butturini, Sandro Corsini, Giuliano Gavazzi. E le macchine? Una meno di loro. Con piloti quattro e macchine tre si può fare una scuderia? Sissignori. Tanto è vero che, in tre anni, la formazione - con l’aiuto di quaiche appassionato sponsorizzatore - si è fatta solida e adulta, decuplicando la propria consistenza in uomini e macchine. Le quali oggi sono trentotto, con decine di partecipazioni e, nel 1978, venti primi posti di classe nei vari rally.
Ricordo Butturini un giorno che venne all’Automobile Club di Brescia. Aveva in mano una cartina delia provincia e segnato alla mano un certo percorso, che Si avviluppava su se stesso, su e giü il pedemonte bresciano. Era l’inverno del ‘76.
"" Bisogna fare un rally- disse Butturini - ecco il percorso"".
"" E chi lo organizza il rally?"" gli chiese il direttore dell’ACB Caracciolo. "" Noi, insieme a voi "" disse Butturini.
"" Ma noi chi? "" gli obbiettammo. "" Noi di Bresciarally "" rispose lui. (uomini quattro, macchine tre).
Non credo che quella volta l’amico Butturini abbia sceso le scale dell’Automobile Club convinto di averci convinto. Ma poi tornò alla carica, sempre con la sua cartina in mano e con il suo entusiasmo contagioso. L’idea fece breccia, la Commissione sportiva dell’ACB sposò l’iniziativa. Nacque così, molto alla garibaldina, il primo Rally Mille Miglia. La corsa ebbe un successo insperato di partecipanti, di pubblico, di agonismo.
Dopo un primo periodo di “rodaggio”, nel corso del quale sono state compiute le prime esperienze a livello nazionale, nel 1977 continua e si amplia l’attività rivolta ai rally nazionali, con un crescendo di soci e partecipazione, sfociando nella presenza media di dieci vetture in tre rally internazionali, quali il Campagnolo, il Valli Piacentine e la Coppa Liburna.
Nel 1978 l’attività viene focalizzata sui rally nazionali con partecipazione anche di trenta equipaggi nelle manifestazioni piü prestigiose del calendario: dal Prealpi Trivenete alla Coppa Città di Modena, dall’Alto Appennino Bolognese alla Coppa Valtellina. Fioccano le vittorie di classe e di gruppo, anche se manca ancora l’acuto” nella classifica assoluta.
Il 1978 è definito come fase propedeutica piena di interessi e di fermenti, che prelude al titolo nazionale per scuderie dell’anno successivo.
Nel 1979, infatti, oltre al titolo nazionale, arrivano ben dodici vittorie di classe e di gruppo. L’attività agonistica 1979 si compendia nella partecipazione ufficiale di equipaggi della scuderia a circa quindici rally nazionali di prima serie, validi per il Trofeo Rally Nazionali (TRN), e ad alcuni di seconda serie. Oltre venti equipaggi hanno ottenuto risultati nei diversi gruppi e classi, consentendo a Bresciarally di primeggiare, per qualità e quantità, tra i team partecipanti al TRN. La struttura organizzativa della scuderia si è irrobustita ed imponente è stato lo sforzo per assicurare al piloti, impegnati sui vari campi di gara, un’adeguata assistenza tecnica e meccanica. Due equipaggi in particolare si sono messi in evidenza: Triboldi-Rivetta e Dionislo-Riccardi. Grazie ai risultati conseguiti, essi dovrebbero passare nel 2° elenco del piloti prioritari, acquisendo così il diritto di partire tra i primi nei rally nazionali della prossima stagione.